L’Homme sans gravité

Jouir à tout prix

Autore: Charles MELMAN
Editore: Éditions Denoël
Collezione: Folio essais (n° 453)
Anno: 2002
Pagine: 268

Charles Melman
Entretiens avec Jean-Pierre Lebrun

Rejet du «réel» au profit du «virtuel», banalisation de la violence, perte de légitimité des figures de l’autorité, montée des diverses toxicomanies, attitudes inédites face à la procréation comme face à la mort, nouvelles formes de libertinage, difficultés d’une jeunesse sans perspectives, multiplication spectaculaire des états dépressifs…

Il s’opère aujourd’hui une évolution radicale des comportements des individus et de la vie en société, laquelle suscite en retour le désarroi des humains, à commencer par ceux qui font profession d’éduquer, de soigner ou de gouverner leurs semblables. Cette mutation à la fois de la subjectivité et de l’existence collective, Charles Melman l’appelle «la nouvelle économie psychique». Le moteur n’en est plus le désir mais la jouissance.

L’homme du début du XXIe siècle est sans boussole, sans lest, affranchi du refoulement, moins citoyen que consommateur, un «homme sans gravité», produit d’une société libérale aujourd’hui triomphante et qui semble n’avoir plus le choix : il est en quelques sorte sommé de jouir.

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Il dottor Cacho stasera ci parlerà di un tema che in qualche modo abbiamo affrontato ma che naturalmente lui tratterà a suo modo, con la ricchezza che gli è propria. Il titolo che ha voluto dare alla sua conferenza è «Oblio e funzione del nome». Se qualcuno di voi avesse letto l’annuncio sul «Corriere della Sera» naturalmente si sarà reso conto che è sbagliato, era «Oblio e dimenticanza del nome», che comunque non è dispiaciuto come lapsus al dottor Cacho, e di questo poi ci vorrà parlare. Dunque, gli lascio senz’altro la parola.

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Il caso della giovane omosessuale è una pietra angolare nella clinica dell’omosessualità femminile [1]. Lacan parla della giovane omosessuale sino al 1968, anno del Seminario XV L’atto analitico dove affronta la questione dell’inconscio menzognero a proposito dei sogni riferiti dalla giovane paziente. Poi si perdono le tracce di questo caso clinico caratterizzato dal confronto fra due padri. Un padre che contrariamente a Freud soffre su un piano della sua reputazione sociale dell’omosessualità della figlia, o dichiara di soffrirne e si comporta come se fosse vero, e Freud che, al contrario, proprio negli stessi anni non sembra preoccuparsene troppo. Anna, che si dedicherà tutta la vita al padre, diventerà il primo presidente dell’IPA, con un’accettazione sociale e semipubblica della sua scelta sessuale.